lunedì 26 febbraio 2018

Ethnography as Knowledge in the Arab Region

Che cosa succede quando un ricercatore si trova ad avere un bagaglio esperienziale, fatto di fantasmi e calcinacci, paure ed incubi, traumi e libere associazioni simile o coincidente con quello dei soggetti che osserva? Una precarietà di senso, una diversa organizzazione ed orientamento del mondo: la guerra è un evento extra-mondano, uno sconvolgimento cosmico del quotidiano. Come cercare linguaggi che possano cogliere questa metamorfosi drammatica della realtà e che, al contempo, permettano un fare ricerca, nel senso letterale del termine? In altre parole, le modalità attraverso cui si comprende la realtà disvelano quest'ultima nel loro farsi: non è più immaginabile pensare una divisione 'obiettiva' tra la soggettività del ricercatore e quella del soggetto ricercato, dell'"oggetto" della ricerca.
Questa riflessione è tanto più vera nel caso del Medio Oriente, in cui spesso il collocarsi del ricercatore non è qualcosa di indolore: si è dentro, dentro fino al collo. Al punto che "such intense and visceral experiences influence the research and allow for a complex interrogation of fear." Complessa, stratificata, a maggior ragione perché l'Altro non è qualcosa che possa essere facilmente distanziato con un'operazione di astoricità, ma è un Altro che ci pervade. Qualcuno parlerebbe a questo proposito di una "intimità culturale" tra il ricercatore e chi entra in contatto con lui: si abita la stessa paura, la si respira contemporaneamente.
Se lo chiedono gli antropologi che hanno curato questa special issue: https://www.tandfonline.com/toc/ycol20/2/1?nav=tocList Nata da un gruppo di lettura con base a Beirut, il numero della rivista cerca di sostanziare le ricerche etnografiche condotte in Medio Oriente da un punto di vista interno, non più come parte di un servizio intellettuale-umanitario dell'Occidente nei confronti di un mondo arabo in frantumi (anche e soprattutto per gli errori ereditati dal primo), quanto un processo di radicale decostruzione di ogni forma di orientalismo per una fenomenologia del vivere in quella regione geografica in questo periodo storico. Operazione che spinge ad interrogarsi ancora una volta sul senso e modo di fare ricerca oggi.

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