mercoledì 1 aprile 2015

Aprile

Sono sparita per un po', per ragioni vitali (credo che l'unica cosa che distoglie dalla scrittura sia l'incursione violenta della vita, inaspettatamente ed immediatamente, strappando così le persone dalle loro normali attività, da quella bolla di sicurezza che ci portiamo tutti dietro come chiocciole). Tuttavia, la voglia di scrivere è sopravvissuta ai flutti e agli uragani. E' accaduto che, nel cercare di afferrare un giunco per ripiombare sulla terra ferma, abbia riflettuto sul ruolo speciale ed assolutamente peculiare che il mese di Aprile svolge, almeno per certa cultura italiana. Il rinvio al film di morettiana costituzione è troppo lapalissiano in un blog del genere, per cui mi soffermerei su altro.
Aprile lo associo sempre al cambio di tinta del verde dell'erba, che, timidamente, comincia ad animarsi, restando, pur sempre acerba. Ecco, la ruvidezza di Aprile. Come un lavoro di pregiata fattura non ancora sgrezzato, con ancora tante rifiniture, ma che mostra già le caratteristiche che lo rendono un pezzo unico. Direi così di Aprile. Un mese di promesse, di rinascite, di ripensamenti. Talvolta di rivolgimenti, sia positivi che negativi, esattamente come le elezioni elettorali che, solitamente, in Italia si tengono in questo periodo dell'anno. Un mese meteora Aprile. Corto, ma denso di accadimenti, si è rianimati dagli ultimi strascichi di letargo marzolino, non ci si può ancora del tutto riposare nel placido Maggio. Una scarica di eventi naturali e sociali: i rituali pagani nei quali la natura reclama la scena intrecciati con quelli messianici per chi crede o semplice trionfo della terra per chi non crede; l'omaggio al sangue versato da giovani generazioni per la liberazione dalla tirannide della dittatura e della guerra, quasi che anche le loro fanciullesche o giovanili aspirazioni crescano tutte di nuovo ed in coro da quell'estremo e coraggioso sacrificio davanti ai passi intorpiditi di altri giovani in cerca di una comprensione di sé stessi e del mondo lungo quegli stessi sentieri di montagna. E' uno snodo obbligato, Aprile, ha una piccola parte, ma fondamentale. Senza questo conflitto, questo coacervo di più piani dell'esistenza, reale Carnevale della vita, questo momentaneo squarcio nella ciclicità mensile, si passerebbe, sia metaforicamente che sostanzialmente, dal letargo invernale al torpore estivo. Attendo inconsciamente con gioia, tutte le volte, l'avvicendarsi di questa piccola e preziosa rivoluzione e voglio confondermi, disperdermi nel fogliame adolescenziale, nei cestini di vimini, nelle mani che accarezzano gli stessi pendii dai quali nacquero papaveri come dice la canzone.
Aprile, monito a portare sempre con sé i propri ideali, a trovare luce nelle tenebre, speranza e voglia di fare nella propria vecchiaia, mentale prima ancora che anagrafica.

















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