sabato 13 dicembre 2014

Incomunicabilità dei ricordi

-C'è chi non si cura del passato, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti. C'è chi, invece, del passato è sollecito, e si rattrista del suo continuo svanire. C'è ancora chi ha la diligenza di tenere un diario, giorno per giorno, affinché ogni cosa sua sia salvata dall'oblio, e chi conserva nella sua casa e sulla sua persona ricordi materializzati; una dedica su un libro, un fiore secco, una ciocca di capelli, fotografie, vecchie lettere.-Io, per mia natura, non posso pensare che con orrore nell'eventualità che anche uno solo dei miei ricordi abbia a cancellarsi, ed ho adottato tutti questi metodi, ma ne ho anche creato uno nuovo.-No, non si tratta di una scoperta scientifica: soltanto ho tratto partito dalla mia esperienza di farmacologo ed ho ricostruito, con esattezza e in forma conservabile, un certo numero di sensazioni che per me significano qualcosa.-Questi (le ripeto, non pensi che io ne parli sovente) io chiamo mnemagoghi «suscitatori di memorie». Vuol venire con me?Si alzò e si diresse lungo il corridoio. A metà si volse e aggiunse: -Come lei può immaginare, vanno usati con parsimonia, se non si vuole che il loro potere evocativo si attenui; inoltre non occorre che le dica che sono inevitabilmente personali. Strettissimamente. Si potrebbe anzi dire che sono la mia persona, poiché io, almeno in parte, consisto di essi.Aprì un armadio. Si vide una cinquantina di boccette a tappo smerigliato, numerate.-Prego, ne scelga una.Morandi lo guardava perplesso; tese una mano esitante e scelse una boccetta.-Apra e odori. Che cosa sente?Morandi inspirò profondamente più volte, prima con gli occhi su Montesanto, poi alzando la testa nell'atteggiamento di chi interroga la memoria. -Questo mi sembrerebbe odore di caserma-. Montesanto odorò a sua volta. -Non esattamente, -rispose, -o almeno, non così per me. E' l'odore delle aule delle scuole elementari; anzi, della mia aula della mia scuola. Non insisto sulla sua composizione; contiene acidi grassi volatili e un chetone insaturo. Comprendo che per lei non sia niente: per me è la mia infanzia.-Conservo pure la fotografia dei miei trentasette compagni di scuola di prima elementare, ma l'odore di questa boccetta è enormemente più pronto nel richiamarmi alla mente le ore interminabili di tedio sul sillabario; il particolare stato d'animo dei bambini (di me bambino!) nell'attesa terrificante della prima prova di dettato. Quando lo odoro (non ora: occorre naturalmente un certo grado di raccoglimento), quando lo odoro, dunque, mi si smuovono i visceri come quando a sette anni aspettavo di essere interrogato.
Primo Levi, I mnemagoghi


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